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San Tomaso Agordino

San Tomaso sorge a ridosso del Sasso
Bianco (2407m), su un costone nella destra orografica del Cordevole.
La storia di questo paese parte in particolar modo dalla frazione di
Avoscan posto sulla sinistra orografica del Torrente Cordevole.
Infatti qui sorgeva l'antico castello degli Avoscano, famiglia che
per circa 25 anni dominò la storia dell'Agordino nel corso del XIV
secolo, periodo in cui queste zone erano in mano agli Scaligeri di
Verona (1327-1337). la residenza di questa nobile famiglia era
appunto il castello, esistente già al tempo delle invasioni
barbariche. La tradizione vuole che tre sorelle, tra di loro in
disaccordo, abbaino costruito 3 castelli: quello di Avoscan, Quello
di Rocca Pietore e quello di Andraz. Non si hanno molte notizie in
merito, forse perché si tratta solo di una leggenda. Altre
testimonianze più attendibili descrivo il castello, come un
complesso di solidi edifici, il quale si estendeva lungo il pendio e
occupava il piano dove oggi transita la strada comunale e finiva sul
Torrente Cordevole. Attualmente nel luogo dove sorgeva il castello
sono state edificate cose private, solo la parete di un fienile
sembra appartenere ad una piccola porzione di un muro del maniero.


Turisticamente presenta diversi
itinerari che si sviluppano particolarmente sul Sasso Bianco con
l'omonimo rifugio il quale è servito dal 2023 di una nuova e comoda
strada che sale regolarmente fino alla teleferica. Offre inoltre
strutture di rilievo come l'Arena 1802 e la VertikalAreaDolomiti
collocate nell'avancorpo pianeggiante collocato sotto la parte
principale del paese, in località Al Pian. Di fronte al paese si
mostra maestosa la parete del Civetta, in tutta la sua lunghezza e
imperiosità. San Tomaso ha promosso anche la salvaguardia delle
sementi antiche, creando una “banca” per non perdere le
tradizioni Agordine. Strutture di interesse da menzionare sono in
particolare due: dal punto di vista storico “il Vaticano”,
edificio di notevoli dimensioni, si tratta di una costruzione alla
quale nei secoli sono state aggiunte altre unità abitative, per
ospitare nuovi nuclei famigliari della stessa famiglia. Pratica
comune in Agordino ma solo pochi edifici hanno raggiunto tali
dimensioni. L'edificio è privato e quindi visitabile solo
esternamente; dal punto di vista scientifico “il Planetario”,
inaugurato nel 2004, È un installazione che permette di
rappresentare su una volta emisferica gli elementi principali della
sfera celeste, ospita al suo interno un osservatorio con tetto
scorrevole provvisto di telescopio tipo Ritchey Chretien da 450mm di
diametro. In località “I Piegn” vi è una cava dalla quale si
estrae la “Dolomia del Serla”, un pietra ornamentale dalla quale
si estraggono lastre e pregiati manufatti.

Chiesa di San Tommaso Apostolo
La Chiesa parrocchiale è intitolata a
San Tomaso Apostolo, ed è collocata nella frazione di Celat. I primi
documenti dell'esistenza di questa chiesa sono datati 1361 e
riguardano la riconciliazione di suddetta chiesa da parte di
Franceso, Vescovo Masticense,in
seguito ad una profanazione . Fu
consacrata il 22 giugno 1437 dal Vescovo di Cittanova, Antonio, che
aveva ricevuto l'autorizzazione dal Vescovo di Belluno, Enrico
Scarampi, nel 1483 venne eretto il campanile, ad inizio XV secolo
venne rinnovata, quando un gruppo di Maestri Comacini, muratori,
trasferitosi nella nostra valle, lavoravano nelle chiese Agordine, il
24 agosto 1497 venne venivano nuovamente consacrati la chiesa e
l'altare dal Vescovo diocesano Bernardo Rossi, e di nuovo il 7 giugno
1576 dal Vescovo Giovanni Battista Valier nel 1585 la chiesa fu
levata a rango di curaziale, tra il 1620-25 l'edificio fu oggetto di
interventi di ampliamento che portarono l'ingrandimento della navata.
L attuale chiesa è frutto del rifacimento condotto negli anni '40
del '700; nel 1753 fu sopraelevato il campanile; la chiesa diventa
parrocchiale nel 1799. In precedenza esisteva in località “Porcia
o Porcilia”, chiamata oggi Porziei, poco sopra l'attuale villaggio
di Celat; sembra esistesse nel XIII secolo ed era una delle chiese
antificate edificate in “circuito montis Cellantoni”.
È una chiesa di stile gotico con
l'abside volta a est.
Al suo interno sono conservate opere di
pregio sono:
la pala ritraente “La Vergine del
Carmine in gloria con il bambino assieme ai Santi Floriano, Silvestro
Papa, Gottardo e Giuseppe eseguita da Angelo Cimador”;
Gli affreschi raffiguranti i “Santi
Pietro, Andrea e Giacomo” e la “Resurrezione di Cristo”,
realizzati probabilmente da Giovanni DeMel;
l'altare maggiore del 1755, sul quale è
posta la pala con i “Santi Margherita, Tommaso e Bartolomeno e la
Beata Vergine Maria con il bambino” dipinta da Francesco
Frigimelica;
due altari: del 1646 lavorati con
pregevoli intagli, su quello di sinistra sono raffigurati “Beata
Vergine con Angeli e Santi”, mentre quello di destra sono
raffigurati i “Santi Antonio Abate, Francesco d'Assisi e Rocco;
entrambi dipinti da Angelo Cimador tra il 1746-47, dello stesso
autore il dipinto della “Beata Vergine con Angeli e Santi” posto
sopra la porta principale, a destra.
La tela settecentesca ritraente la
“Beata Vergine del Rosario assieme ai Santi Somencio, Caterina da
Siena, Giovanni Battista e Pietro Apostolo di un autore sconosciuto;
i medaglioni con i “Misteri del
Rosario”; l'organo costruito nel 1802 da Gaetano Collido
(restaurato nel 1990 dalla ditta Ruffatti di Padova);
nel 1582 possedeva un “Fluegelaltar”
di mano tedesca sostituito nel XVII secolo con una pala d'altare del
Frigimelica;
affreschi piu recenti di Arturo Favaro,
artista di Mogliano Veneto che li realizzò nell'abside dalla chiesa
nel 1948;
negli anni '80 sono stati scoperti,
durante i restauri, altri affreschi nelle pareti interne, risaletni
al XIV secolo;


IL PLANETARIO
Venne realizzato dall’amministrazione Comunale con il
contributo della Comunità Montana Agordina, Regione Veneto e BIM è una delle
uniche strutture di questo tipo esistenti nel Bellunese con quella di Cortina e
Feltre. il progetto ebbe inizio nel 1995 e sé concretizzato con l’inaugurazione
nel 2004. All’interno della struttura è installata una cupola di 4 metri di
diametro sulla quale è possibile riprodurre il cielo stellato con 2400 stelle,
i sole , la luna ed i pianeti del sistema solare. Viene inoltre visualizzato
l’orizzonte artificiale, i punti
cardinali luminosi, le fasi di alba e tramonto, la Via Lattea. Tramite un
proiettore dedicato è possibile simulare l’esplosione di una supernova con al
formazione di una nebulosa, la nascita di una stella e inoltre le fasi
dell’eclisse lunare e solare, sotto la cupola vi trovano posto 25 persone,
nella medesima sala è installato un telescopio tecnologicamente molto avanzato
con tecnologia di Ritchey Chretien del diametro di 450mmm. Il puntamento al
cielo avviene grazie alla possibilità di aprire parte del tetto del Centro
Astronomico. Il controllo per messo di un computer in tutte le sue principali
funzioni, consente l’osservazione di pianeti, satelliti, stelle e di molti
altri corpi celesti, quali ammassi stellari, supernove e galassie. Il costante
collegamento al computer consente inoltre l’osservazione a più persone
contemporaneamente. Il grande pregio si questa struttura è la sua posizione
strategica, Celat infatti è totalmente privo di inquinamento luminoso, nelle
ore serali in cui funziona il centro astronomico l’impianto di illuminazione
pubblica antistante lo stabile ha la possibilità di essere disabilitata o diminuita
la luminosità. Il 17-12-2004 è nata l’Associazione Astrofili Agordini, Cieli
Dolomitici, che organizza manifestazioni e serate dedicate all’osservazione del
cielo e serate di avvicinamento all’astronomia.
Glossario:
Lesena: consiste in un fusto a pianta rettangolare, appena sporgente dalla parete stessa con relativi capitelli e base. (è decorativo e non portante).
Parasta: è una struttura verticale (pilastro) inglobato in una parete, dalla quale sporge solo leggermente. È un elemento di sostegno della struttura.
Bifora: è divisa verticalmente in due aperture, divise da una colonna o da un pilastrino su cui poggiano due archi, a tutto sesto o acuti.
Metopa: è un elemento architettonico del fregio, consiste in una formella in pietra scolpita a rilievo, solitamente raffigurante un disegno, posta in alternanza ai triglifi.
Triglifi: è un elemento architettonico del fregio, consiste in una formella in pietra, decorata con scanalature verticali (glifi): le 2 scanalature centrali sono uguali, mentre le 2 laterali sono la metà di quelle centrali e messe insieme formano la 3a scanalatura ideale. Da qui il nome triglifo.
Cella: “cella campanaria” si intende la parte alta del campanile dove alloggiano le campane.
Timpano: è la superficie verticale triangolare racchiusa nella cornice del frontone, i cui tre lati si chiamano geison.
Ghimberga: indica un altissimo frontone, appuntito a forma triangolare, spesso traforato e ornato, che ricopre l'arco di una volta o di un apertura in un muro.
Aula: è la porzione che va dalla facciata al presbiterio e può comprendere una o 3 navate normalmente.
Navata: è la suddivisione interna di un edificio per mezzo di colonne o pilastri separati da arcate o architravi.
Presbiterio: è la parte riservata al clero officiante ovvero i presbiteri.
Abside: è la parte terminale della chiesa, può essere a base semicircolare o poligonale.
Paliotto: è la parte anteriore e decorata di un altare.
Ancona: dipinto su tavola o rilievo in marmo o legno, di soggetto religioso, collocato sull'altare. Termine riferito in particolare a opere del gotico e del primo rinascimento.
Testi, ricerche & Fotografie: Dell'Agnola Silvio con Nikon CoolPix P1000
Biblografia:
Storia dell'Agordino - Ferdinando Tamis
Guida Storico-Alpina di Belluno-Feltre - Ottone Brentari
Guida Insolita alle Dolomiti - Dino DiBona
L'Agordino e le sue Dolomiti - Giorgio Fontanive