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Selva di Cadore - Selva de Ciadore

Agordino > Selva di Cadore
    Santa Fosca & Pescul    1424m      
Santa Fosca (1424m) assieme a Pescul rappresentano la parte turistica del Comune di Selva di Cadore. Collocate al centro della Val Fiorentina i due centri abitati offrono diversi punti di appoggio quali, alberghi e negozi e nell'ambito di Pescul gli impianti di risalita per lo Ski Area Civetta e nello specifico il Monte Fertazza. Di particolare interesse storico la Chiesetta di Santa Fosca dal fascino antico. Di notevole interesse storico anche l'antica canonica di Santa Fosca, costruita probabilmente nello stesso periodo della chiesa e caratterizzata da una struttura architettonica assai interessante e da affreschi di varie epoche. A Pescul di interesse storico troviamo l'oratorio dedicato a San Rocco, sorto ad opera della confraternita dei battuti nel 1600, sul luogo dove sorgeva una cappella citata nel 1591: l'altare di San Rocco venne consacrato nel 1626 dal Suffraganeo di Aquileia. All'interno si trovano dipinti del XVII secolo di artisti ignoti; una Pietà del XV secolo in legno scolpito e dipinto; la statua di San Giovanni Nepuceno di anonimo del XVIII secolo e una bella tela con il martirio di Santa fosca e le scritte: fu fatto per carità da Francesco Chizzalin Paregin l'anno 1782.
    La Chiesa di Santa Fosca     
  
La Chiesa Parrocchiale di Selva di Cadore è intitolata a San Lorenzo martire, protettore dei Carbonai, è stata costruita tra il 1421 e 25 e consacrata nel 1438, ha sostituito la precedente, citata la prima volta nel 1234, utilizzata poi come oratorio dei battuti. Venne profanata da un delitto di sangue e riconsacrata il 19 ottobre 1447, nello stesso periodo venne restaurata. Nel 1626 la chiesa era dotata di 3 altari, ovvero quello maggiore e quelli laterali dedicati rispettivamente a San Sisto e alla Vergine dei Battuti; nel 1647 si provvide al restauro del campanile. Nel 1811 alla struttura venne aggiunta la sagrestia, il lavoro approvato dalla curia Arcivescovile di udine, venne appaltato a Simeone Zambelli per 990 £, fu condotto dalla ditta di Cencenighe Manfroi. Nel 1825 vennero aggiunte le cappelle laterali di Sant'Antonio e Beata Vergine del Carmine. Tra il 1850 e 1852 la chiesa venne interessata da un rifacimento, ad opera di Osvaldo Palatini, dove la navata venne ampliata e si edificarono le cappelle di San Sisto e della Scuola dei Battuti; nel 1857 venne eretta a Parrocchia autonoma.  
La facciata a capanna della chiesa, in stile gotico alpino, volge ad occidente e presenta ai lati due lesene e al centro il portale d'ingresso, sormontato da una lunetta a sesto acuto e il rosone. Il Campanile originario, restaurato nel 1647, venne ricostruito nel 1909 su progetto dell'ing Giobatta Pezzé di Caprile. Il campanile a base quadrata è stato ricostruito tra il 1908 e il 1910; la cella presenta una monofora a tutto sesto per ogni lato ed è coronata dalla guglia che si imposta su 4 timpani nei quali sono alloggiati i quadranti dell'orologio.  

  
Al suo interno sono conservate diverse opere di pregio: una tela raffigurante la “Madonna e Confratelli della Fraglia dei Battuti”, un tela ritraente Sant'Antonio da Padova tra i Santi Nicola da Bari e Domenico, entrambe eseguite da Francesco Frigimelica;l'organo costruito nel 1790 dallo Zavarise; tavole raffiguranti scene del “Martirio di San Lorenzo e la Madonna col Bambino in trono tra i Santi Lorenzo, Sebastiano, Rocco e Fosca, realizzate da Antonio Rosso; statua di San Lorenzo di uno scultore austriaco; affreschi del coro del 1554;

  Glossario:
Lesena: consiste in un fusto a pianta rettangolare, appena sporgente dalla parete stessa con relativi capitelli e base. (è decorativo e non portante).
Parasta: è una struttura verticale (pilastro) inglobato in una parete, dalla quale sporge solo leggermente. È un elemento di sostegno della struttura.
Bifora: è divisa verticalmente in due aperture, divise da una colonna o da un pilastrino su cui poggiano due archi, a tutto sesto o acuti.
Metopa: è un elemento architettonico del fregio, consiste in una formella in pietra scolpita a rilievo, solitamente raffigurante un disegno, posta in alternanza ai triglifi.
Triglifi: è un elemento architettonico del fregio, consiste in una formella in pietra, decorata con scanalature verticali (glifi): le 2 scanalature centrali sono uguali, mentre le 2 laterali sono la metà di quelle centrali e messe insieme formano la 3a scanalatura ideale. Da qui il nome triglifo.
Cella: “cella campanaria” si intende la parte alta del campanile dove alloggiano le campane.
Timpano: è la superficie verticale triangolare racchiusa nella cornice del frontone, i cui tre lati si chiamano geison.
Ghimberga: indica un altissimo frontone, appuntito a forma triangolare, spesso traforato e ornato, che ricopre l'arco di una volta o di un apertura in un muro.
Aula: è la porzione che va dalla facciata al presbiterio e può comprendere una o 3 navate normalmente.
Navata: è la suddivisione interna di un edificio per mezzo di colonne o pilastri separati da arcate o architravi.
Presbiterio: è la parte riservata al clero officiante ovvero i presbiteri.
Abside: è la parte terminale della chiesa, può essere a base semicircolare o poligonale.
Paliotto: è la parte anteriore e decorata di un altare.
Ancona: dipinto su tavola o rilievo in marmo o legno, di soggetto religioso, collocato sull'altare. Termine riferito in particolare a opere del gotico e del primo rinascimento.
Testi, ricerche & Fotografie: Dell'Agnola Silvio con Nikon CoolPix P1000
Biblografia:

Storia dell'Agordino - Ferdinando Tamis
Guida Storico-Alpina di Belluno-Feltre - Ottone Brentari
Guida Insolita alle Dolomiti - Dino DiBona
L'Agordino e le sue Dolomiti - Giorgio Fontanive
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