Colle Santa Lucia - Còl
Agordino > Colle Santa Lucia
Colle Santa Lucia 1435m
Colle Santa Lucia si estende
sull'altipiano compreso tra Val Codalonga, Val Fiorentina e Val
Cordevole a ridosso delle pendici del Monte Pore (2405m). Era nota un
tempo con i toponimi tedeschi Puchberg o Wersil (più tardi Fersil).

La Storia del Paese
I primi documenti storici
sull'esistenza del paese sono risalenti al 1145, anno in cui il maso
“Puchperc, qui diciturs Wersil” venne donato dal Vescovo Hartmann
al convento di Novacella. Ma molto probabilmente esisteva già nel
1002 facente parte del giudizio di Livinallongo, che comprendeva
territorio del Comune di Colle Santa Lucia, il comune di Livinallongo
del Col di Lana e Rocca Pietore, che a sua volta apparteneva alla
Contea d'Isarco, che passò dal 1027 sotto il controllo del
Principato Vescovile di Bressanone. Il 20 maggio 1177 e il 5
settembre 1171, in documenti rispettivamente di Papa Alessandro II e
dell'imperatore Federico Barbarossa viene confermata la proprietà
del territorio del Fursil e le miniere al Convento di Novacella. Nel
1282, con Mainardo II, nasce la Contea del Tirolo, il Principato
Vescovile di Bressanone mantiene l'autonomia sul proprio territorio
venendo tuttavia considerato parte integrante della Contea. Al
Vescovo viene conferito il titolo diretto dell'Imperatore del Sacro
Romano Impero e gli spetta di diritto il titolo di Conte del Tirolo.
A partire dal 1363, la Contea del Tirolo con il Principato Vescovile
di Bressanone iniziarono godere della protezione della casa
d'Asburgo, passaggio storico fondamentale per il mantenimento degli
equilibri geopolitici in quanto a partire dal 1420 con il voto di
dedizione del Cadore alla Repubblica di Venezia, Colle Santa Lucia
diventa di fatto territorio di confine fra le due potenze politiche e
militari. Questo evento segnerà la storia per i secoli a venire.
Nello stesso anno Innsbruck diventa capitale del Tirolo. Nel 1511
l'Imperatore Massimiliano I d'Asburgo istituisce il Landlibell, a
Livinallongo e Colle Santa Lucia nasce la Schutzekompanie Buchestein
per la difesa del territorio, questi secoli sono segnati dalla
vicende legate alle Miniere del Fursil fino alla loro chiusura nel
1753. Alla fine del 1700, le vicende storiche modificano l'assetto
politico, durante le guerre napoleoniche, Colle Santa Lucia
attraversa un periodo incerto dal punto di vista amministrativo. Nel
1803, terminato il potere temporale del Vescovo di Bressanone durato
776 anni, iniziò la secolarizzazione da parte dell'Impero Austriaco
dei beni, fino a qual momento appartenenti alla Chiesa. Nel 1805 in
seguito alle sconfitte austriache contro l'esercito napoleonico,
Colle Santa Lucia, assieme alla Contea del Tirolo e dell'ex
Principato di Trento, fu annesso al Regno di Baviera. Nel 1809 a
seguito dalla guerra della quinta coalizione il paese passò al Regno
d'Italia napoleonico (1805-1814); alla fine del 1813, pochi mesi dopo
la dichiarazione di guerra dell'Austria alla Francia, Colle Santa
Lucia venne occupata dalle truppe Austro-Ungariche; dopo il congresso
di Vienna del 1815 venne riassegnato all'Austria di Francesco II e
nel 1817 vennero ripristinati i vecchi giudizi Tirolesi fra cui
quelli di Livinallongo inserito del Deutschtirol. Nel 1835 la salita
al trono di Ferdinando I d'Austria portò all'istituzione dei comuni
che rimasero unità amministrative subordinate ai giudizi per via
delle difficoltà di trovare dei capi comune disposti ad assumere
cariche con responsabilità eccessive. Nel 1849 la salita al trono
dell'imperatore Francesco Giuseppe portò all'abolizione dell'alta
proprietà e all'affrancamento del suolo Grundenlastung e nel 1862 ad
una nuova legge quadro per il regolamento dei comuni. Dopo la fine
del Primo Conflitto Mondiale, che segnò la fine dell'Impero
Austro-Ungarico, nel 1923 Colle Santa Lucia assieme a Livinallongo
del Col di Lana e Cortina d'Ampezzo passarono dalla provincia di
Trento a quella di Belluno.




Chiesa di Santa Lucia

La Chiesa Parrocchiale è intitolata a
Santa Lucia, costruita presumibilmente nel XVI secolo. I primi
documenti riguardanti la struttura religiosa risalgono al 1336.
inizialmente venne costruita in stile gotico, ma nel corso dei secolo
subì numerosi interventi; attualmente è in stile barocco-roccocò.
Nel corso del 900 la chiesa venne restaurata e ampliata verso
l'abitato di Villagrande, ne conseguì una riduzione del cimitero; fu
costruito il loggione dove siedono gli uomini e, al di sopra di
questo, venne creato uno spazio per l'organo e cantori. La facciata
si presenta in stile gotico, al cui centro si apre il portale
d'ingresso sormontato dal rosone. Sull'esterno della chiesa troviamo: un affresco raffigurante “San
Cristoforo” del XVI secolo; a meridiana del 1606 la più antica
della provincia; nel 1753 un fulmine si abbatté sul campanile
provocando un incendio che lo distrusse e che fuse pure le campane,
nel 1754 venne riedificata la torre campanaria alta 30 metri a
cuspide rastremata e rifatte le campane, finemente istoriate, dal
suono melodioso e solenni in particolare nei concerti in occasione
delle grandi festività. Le 4 campane sono denominate: Lucia detta la
Grande, Maria detta la Mesana, Caterina detta la Nuova e Angioletta
detta la Piccola.


Nella navata laterale di sinistra è presente una Cappella dedicata alla Madonna del Rosario (di epoca sconosciuta). La chiesa al suo interno conserva opere artistiche di pregio:
L'altare maggiore in stile rococò e barocco, sopra la quale è posta la pala d'altare raffigurante “Santa Lucia con il piatto e le palme” di Franz Unterberger risalente al XVIII secolo; un altare intitolato alle “Sante Caterina e Barbara”; la statua del “Cuore di Gesù” di Giovanni Coleselli risalente al XX secolo; un altare dedicato a “San Floriano di Lorch”; la statua di “Santa Lucia” contenuta in una nicchia; la pala ritraente la “Beata Vergine Maria assieme ai Santi Domenico e Chiara”; il fonte battesimale risalente al 1565; le statue dei “Santi Pietro e Paolo”; l'affresco di scuola veneziana della metà del XV secolo; un dipinto della “Madonna che distribuisce il Rosario”, nella Cappella laterale;
Glossario:
Lesena: consiste in un fusto a pianta rettangolare, appena sporgente dalla parete stessa con relativi capitelli e base. (è decorativo e non portante).
Parasta: è una struttura verticale (pilastro) inglobato in una parete, dalla quale sporge solo leggermente. È un elemento di sostegno della struttura.
Bifora: è divisa verticalmente in due aperture, divise da una colonna o da un pilastrino su cui poggiano due archi, a tutto sesto o acuti.
Metopa: è un elemento architettonico del fregio, consiste in una formella in pietra scolpita a rilievo, solitamente raffigurante un disegno, posta in alternanza ai triglifi.
Triglifi: è un elemento architettonico del fregio, consiste in una formella in pietra, decorata con scanalature verticali (glifi): le 2 scanalature centrali sono uguali, mentre le 2 laterali sono la metà di quelle centrali e messe insieme formano la 3a scanalatura ideale. Da qui il nome triglifo.
Cella: “cella campanaria” si intende la parte alta del campanile dove alloggiano le campane.
Timpano: è la superficie verticale triangolare racchiusa nella cornice del frontone, i cui tre lati si chiamano geison.
Ghimberga: indica un altissimo frontone, appuntito a forma triangolare, spesso traforato e ornato, che ricopre l'arco di una volta o di un apertura in un muro.
Aula: è la porzione che va dalla facciata al presbiterio e può comprendere una o 3 navate normalmente.
Navata: è la suddivisione interna di un edificio per mezzo di colonne o pilastri separati da arcate o architravi.
Presbiterio: è la parte riservata al clero officiante ovvero i presbiteri.
Abside: è la parte terminale della chiesa, può essere a base semicircolare o poligonale.
Paliotto: è la parte anteriore e decorata di un altare.
Ancona: dipinto su tavola o rilievo in marmo o legno, di soggetto religioso, collocato sull'altare. Termine riferito in particolare a opere del gotico e del primo rinascimento.
Testi, ricerche & Fotografie: Dell'Agnola Silvio con Nikon CoolPix P1000
Biblografia:
Storia dell'Agordino - Ferdinando Tamis
Guida Storico-Alpina di Belluno-Feltre - Ottone Brentari
Guida Insolita alle Dolomiti - Dino DiBona
L'Agordino e le sue Dolomiti - Giorgio Fontanive